Guida alla CSRD per il 2025

Immagina un’Europa in cui ogni impresa racconta chiaramente come impatta su ambiente, società e governance. Questo è lo spirito della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), una delle iniziative più ambiziose del Green Deal Europeo. Con la CSRD, le imprese non solo dovranno rendere conto dei propri impatti ESG, ma lo faranno seguendo criteri comuni, standardizzati e trasparenti, che aiuteranno a costruire fiducia e responsabilità lungo tutta la filiera economica.

Cos’è la CSRD: definizione e obiettivi europei

La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) è la nuova normativa europea che ridefinisce il modo in cui le imprese comunicano le proprie performance ESG. Il suo scopo è rendere le informazioni ambientali, sociali e di governance comparabili, affidabili e utili per investitori, clienti e cittadini.

Rispetto alla NFRD, introduce importanti novità:

  • Estensione dell’obbligo a un numero molto più ampio di aziende (circa 50.000);
  • Adozione degli standard ESRS per una rendicontazione strutturata e coerente;
  • Principio della doppia materialità, che richiede di rendicontare sia gli impatti subiti che quelli generati.

Queste innovazioni segnano un passaggio decisivo: la sostenibilità non è più un’informazione accessoria, ma una componente strategica del modello di business.

Recepimento in Italia: Decreto Legislativo 125/2024

Anche l’Italia ha fatto la sua parte: la direttiva è stata recepita con il Decreto Legislativo 125/2024, in vigore dal 25 settembre 2024. Questo decreto abroga la precedente normativa (D.Lgs. 254/2016) e introduce regole più chiare, strumenti di controllo più solidi e responsabilità definite per le imprese italiane.

Cosa cambia concretamente?

AspettoNFRD (fino al 2023)CSRD (dal 2024)
Imprese coinvolteCirca 11.700Oltre 50.000
Obbligo di verificaFacoltativoObbligatorio (verifica limitata)
StandardLinee guida genericheStandard ESRS obbligatori
AmbitoSolo grandi imprese quotateGrandi imprese, PMI quotate e imprese extra-UE

Le principali novità del decreto italiano:

  • Responsabilità degli amministratori per la qualità e completezza del report ESG;
  • Supervisione della CONSOB, con nuove linee guida e possibilità di sanzioni;
  • Obbligo di integrazione del report ESG nella relazione sulla gestione;
  • Utilizzo del formato digitale XHTML/iXBRL, conforme agli standard europei.

Queste misure rafforzano il ruolo della sostenibilità nella governance aziendale e aprono una nuova fase di trasparenza nel mondo economico italiano.

Proposta Omnibus: la CSRD rallenta per accompagnare meglio le imprese

Nel corso del 2025, per accompagnare le imprese nel passaggio alla rendicontazione ESG, sono stati introdotti due momenti chiave:

  • 3 aprile 2025: approvazione finale della Proposta Omnibus da parte del Parlamento Europeo, pensata per garantire una transizione graduale, soprattutto per le PMI.
  • 17 aprile 2025: entrata in vigore della Direttiva (UE) 2025/794, che recepisce tale Proposta Omnibus e ridefinisce le scadenze e le soglie di applicazione.

Evoluzione delle scadenze:

  1. Prima dell’aprile 2025:
    • Le imprese non rientranti nella NFRD erano attese alla rendicontazione nel 2026 (dati 2025);
    • Le PMI quotate avrebbero dovuto iniziare nel 2027;
  2. Aggiornamento del 17 aprile 2025:
    • Le imprese non NFRD avranno ora tempo fino al 2028 per il primo bilancio ESG (dati 2027);
    • Le PMI quotate inizieranno dal 2029 (dati 2028);

Altre semplificazioni e soglie:

  • Introduzione di standard ESRS semplificati e volontari dedicati alle PMI non quotate, per ridurre oneri e complessità;
  • Revisione della soglia di definizione di “grande impresa” da 250 a 1.000 dipendenti;
  • Adeguamento della soglia di fatturato per le imprese extra-UE da 150 a 450 milioni di euro nell’Unione europea


Guida pratica: 7 passi per prepararsi alla CSRD

  1. Verifica l’applicabilità: la tua impresa rientra tra quelle obbligate?
  2. Forma un team interno o individua un referente per la sostenibilità;
  3. Valuta la doppia materialità: impatti subiti e generati;
  4. Analizza i dati già disponibili e identifica i gap informativi;
  5. Imposta una strategia ESG coerente con il modello di business;
  6. Scegli strumenti digitali per la rendicontazione (XHTML/iXBRL);
  7. Coinvolgi un revisore per la verifica delle informazioni ESG.

Il revisore della sostenibilità: garanzie e affidabilità

Per garantire la qualità delle informazioni fornite, la CSRD introduce la figura del revisore della sostenibilità. Questa figura professionale – che può essere una persona fisica o una società iscritta al registro dei revisori – ha il compito di verificare l’attendibilità delle informazioni ESG contenute nel report.

Inizialmente è prevista una assicurazione limitata, ovvero una verifica a livello di coerenza e plausibilità. In futuro, l’obiettivo sarà di arrivare a una assicurazione ragionevole, più rigorosa e comparabile a quella finanziaria.

In Italia, il Decreto Legislativo 125/2024 conferma l’obbligo di assicurazione e introduce sanzioni in caso di dichiarazioni mendaci o incomplete. Questo rappresenta un passo importante verso una rendicontazione ESG trasparente e verificabile.

FAQ – Le domande più frequenti

Quanto costa adeguarsi alla CSRD?
Dipende da dimensione, complessità e livello di maturità ESG dell’azienda. In media, i costi per le fasi iniziali di una PMI (raccolta dati, formazione interna, gap analysis e revisione) possono variare tra 10.000 e 50.000 euro.

Qual è il primo passo per prepararsi?
È consigliabile avviare una valutazione di doppia materialità per comprendere gli impatti dell’impresa e quelli ricevuti dal contesto ESG. Da lì, costruire una roadmap operativa con un referente interno o supporto consulenziale.

Si possono continuare a usare gli standard internazionali come GRI o ISSB?
Sì, ma solo in modo integrativo. Gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) sono gli standard obbligatori per le imprese soggette alla CSRD. GRI e ISSB possono supportare l’integrazione e il dialogo con stakeholder internazionali, ma non sostituiscono gli ESRS.

Cosa succede se l’ impresa non rispetta gli obblighi?
Sono previste sanzioni amministrative e responsabilità degli amministratori in caso di mancata conformità, dichiarazioni inesatte o incomplete. In Italia, la CONSOB vigila sul rispetto degli obblighi per le imprese quotate.

Glossario essenziale CSRD

  • ESG: Acronimo di Environmental, Social, Governance. Indica i tre pilastri della sostenibilità.
  • CSRD: Direttiva europea sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale, in vigore dal 2024.
  • ESRS: Standard europei obbligatori per la rendicontazione ESG, sviluppati da EFRAG.
  • Doppia materialità: Approccio che considera sia l’impatto della sostenibilità sull’impresa, sia quello dell’impresa sulla società e l’ambiente.
  • Revisore della sostenibilità: Figura incaricata di attestare la conformità del report ESG agli standard richiesti.
  • XHTML/XBRL: Formati digitali obbligatori per la pubblicazione dei report CSRD.
  • ESAP (European Single Access Point): Punto unico di accesso europeo per la consultazione dei report di sostenibilità digitali.

Fonti e riferimenti normativi

Conclusioni: dalla conformità all’opportunità

La CSRD non è solo un obbligo normativo, ma una leva strategica per ripensare il proprio modello di business in chiave sostenibile. Le imprese che si muoveranno con anticipo potranno:

  • Rafforzare la fiducia degli stakeholder;
  • Migliorare la propria reputazione ESG;
  • Accedere più facilmente a finanziamenti sostenibili;
  • Attrarre talenti e clienti più sensibili alla sostenibilità.

Prepararsi oggi alla CSRD significa investire nel futuro, posizionando la propria azienda in un mercato sempre più orientato a trasparenza, impatto e valore condiviso.

Infografica digitale con sfondo chiaro intitolata "CSRD: mini glossario per orientarsi", contenente definizioni sintetiche di termini chiave legati alla rendicontazione di sostenibilità: ESG, CSRD, ESRS e doppia materialità

Torna in alto
Ragioniamo Facile di N.C.
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.